Ecco cosa hanno fatto deputati ed ex-deputati siracusani che si ricandidano all’ARS – Puntata 2

In questa puntata:

Mario Bonomo: dall’inizio
Titti Bufardeci: dal minuto 3’12
Bruno Marziano: dal minuto 5’29
Giuseppe Gennuso: dal minuto 8’00
Vincenzo Vinciullo: dal minuto 10’23

TESTO (per chi vuole leggere e non seguire il video per intero)

Nel precedente video si accennava alla sfilza di “zero” collezionata dal deputato Cappadona nell’ultima legislatura all’Assemblea Regionale Siciliana in merito a disegni di legge, interrogazioni, ordini del giorno e quant’altro presentati come primo firmatario. Ma nel club degli stacanovisti si possono annoverare anche altri nomi.

Tra i deputati regionali con l’attività da primo firmatario più modesta troviamo ad esempio Mario Bonomo. In questo senso presenta infatti 2 disegni di legge, 10 interrogazioni parlamentari, 0 interpellanze parlamentari, 1 mozione e 0 ordini del giorno.

Il più interessante tra i due disegni di legge proposti come primo firmatario è “Norme in materia di revoca di contributi concessi dalla Regione”, testo presentato nel 2008 che riceve l’appoggio degli allora compagni del PD siracusani. Il testo mirava a modificare la legge numero 1 del 6 febbraio 2008 che all’articolo 17 recitava:

I contributi concessi, a qualsiasi titolo, dalla Regione sono revocati qualora sia accertata, a carico dei soggetti beneficiari, evasione fiscale o contributiva”.

Bonomo propone invece nel suo disegno di legge la seguente modifica:

I contributi concessi, a qualsiasi titolo, dalla  Regione  sono  revocati  qualora   sia definitivamente  accertata,  a  carico   dei   soggetti beneficiari, evasione  fiscale  o  contributiva […]”.

In particolare Bonomo e gli altri suoi compagni di partito (tra cui Marziano e De Benedictis) ritenevano importante questo ddl per fugare ogni  dubbio interpretativo causato dall’applicazione pratica dell’articolo 17 in vigore. Alla fine però ci pensa Lombardo a mettere tutti d’accordo e sistemare le cose. Come? Abrogando direttamente l’articolo in questione ritenuto troppo confusionario. Il ddl di Bonomo viene infatti accorpato con un altro presentato dall’ex governatore della Regione che viene approvato in aula e reso legge n.9 dell’8 ottobre 2008. Abrogando l’articolo 17 si decide così di evitare la revoca dei contributi regionali anche qualora fosse stato accertato che i soggetti che ne beneficiavano fossero stati degli evasori.  Un bel colpo di pezza, non c’è che dire.

Nel 2009 il deputato Bonomo propone un altro disegno di legge in merito al rilascio delle concessioni demaniali e sull’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo. Assegnato per esame alla commissione Ambiente e Territorio, il ddl finisce nel dimenticatoio.

A questo punto accade qualcosa di strano. Fatto salvo l’appoggio a 2 mozioni ed 1 interrogazione, l’attività parlamentare di Bonomo sembra concludersi nel 2010. Da allora non propone e non appoggia più nulla, né come primo e né come secondo firmatario. Bottino davvero magro!

Stesso numero di disegni di legge come primo firmatario (ovvero 2) anche per Giambattista Bufardeci che di proprio pugno in questa legislatura presenta oltre ai 2 ddl citati poc’anzi, 10 interrogazioni parlamentari, 0 interpellanze, 1 mozione e 9 ordini del giorno.

Nel luglio 2008 propone il ddl “Contributo straordinario al Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Palermo”.  Il 18 mag 2010  (quasi 2 anni dopo) la commissione Attività Produttive lo ritiene “superato” .

Impiegherà poi 3 anni e mezzo (gennaio 2012) per presentare un altro ddl che mirava alla sostituzione di alcuni articoli dello statuto. Ovvero aggiungeva la figura del ruolo di vicepresidente che doveva essere eletto a suffragio universale (un po’ come avviene già per il presidente della regione). Questa figura avrebbe dovuto sostituire immediatamente il presidente qualora impedito o in caso di morte o dimissioni volontarie (senza tornare a votare quindi). Unico firmatario Bufardeci! Il testo non viene appoggiato da nessun altro deputato all’ARS e forse non è un caso se la commissione Affari Istituzionali fino ad oggi non si è mai pronunciata.

Come per Bonomo, anche Bufardeci presenta quindi come primo firmatario 2 disegni di legge in 4 anni e mezzo di cui 0 tramutatisi in legge.

Il 29 maggio 2012 il deputato Bufardeci tuona nel giornale di Sicilia: “troppo alti i rimborsi alle società private che hanno assunto consigliari comunali”. Quando gli si fa notare che la legge regionale che elevava i rimborsi da 1/3 a 2/3 dell’indennità del sindaco l’aveva votata anche lui, precisava con una dichiarazione presso un notiziario online:

presenterò, prima dello scioglimento anticipato all’ARS, una norma che reintroduca il dimezzamento del rimborso”.

Promessa peregrina a quanto pare, visto che non risulta sia stato fatto nulla di tutto ciò. A tal proposito potremmo ricordare al deputato Bufardeci una sua frase : “i politici sbagliano come tutti, credo però che non debbano perseverare nel commettere errori”.

Il problema, verrebbe da aggiungere, è proprio che alcuni perseverano.

Dalla parte opposta (politicamente parlando) troviamo Bruno Marziano che in questa legislatura presenta come primo firmatario 8 disegni di legge (il sito dell’ARS ne riporta 9 ma uno in realtà è un duplicato), 59 interrogazioni parlamentari, 1 interpellanza, 2 mozioni e 5 ordini del giorno.

Tra i disegni di legge più curiosi presentati come primo firmatario vale la pena riportare “Norme per la prevenzione del favismo” che “intende  […]garantire,  attraverso lo strumento delle ordinanze sindacali,  una corretta  coltivazione,  esposizione  e  vendita  delle fave   tali   da  non  compromettere  la   salute   dei cittadini[…]”. Il ddl non passa l’esame in commissione.

Altro ddl curioso presentato come primo firmatario è “Norme in materia di divieto di detenzione ed utilizzazione di esche avvelenate”. Anche in questo non passa la valutazione delle commissioni competenti.

In definitiva nessuno degli 8 disegni di legge presentati da Marziano come primo firmatario in questa legislatura diventa legge.

Tra i ddl più curiosi appoggiati dal deputato come co firmatario si annoverano i soliti e già descritti in passato “Misure a sostegno dei mura a siccu del Valdinoto” o “Istituzione e disciplina delle ludoteche”. C’è però una costante che accomuna molti deputati (tra cui Bonomo e Marziano) fin qui menzionati, ovvero quella di appoggiare iniziative che chiedano alla regione di intervenire direttamente nel finanziamento di fondazioni con l’acquisto di immobili o laute elargizioni in denaro.

Ad esempio in un ddl del 2008 si chiedeva alla regione di concorrere alla formazione del patrimonio di una fondazione stanziando una cifra iniziale di 250 mila euro ed un contributo annuo di 100 mila. Inoltre si chiedeva di acquistare un immobile del valore di 500 mila euro da destinare sempre alla fondazione. Solo la startup avrebbe necessitato di 750 mila euro sull’unghia.

In un altro caso si chiedeva addirittura di stanziare 400 mila euro iniziali per l’anno 2008 e 100 mila euro annui a decorrere dal 2009, acquistando un immobile, sempre di 500 mila euro, da destinare alla fondazione. Startup 900 mila euro. Entrambe le proposte poi non passano. L’importante però è provarci sempre.

Se Marziano è attento alla coltivazione delle fave, il deputato Gennuso tiene molto al carrubbo. Significativa a tal proposito una sua mozione del febbraio 2011 intitolata “Interventi a tutela della pianta del carrubbo”.

Complessivamente l’attività parlamentare di Gennuso come primo firmatario nella 15esima legislatura è la seguente: 10 disegni di legge, 6 interrogazioni, 1 interpellanza, 6 mozioni e 4 ordini del giorno. Tra le proposte di legge più recenti e curiose come primo firmatario spicca “Norme sulla musicoterapia” che però si arena alla commissione servizi sociali e sanitari.

Nel 2008, ad inizio legislatura, Gennuso presenta 2 ddl che aveva già presentato nel 2007 durante la legislatura precedente, ma anche in questo caso non passano.

In definitiva nessuno dei 10 disegni di legge presentati da Gennuso come primo firmatario diventano legge. Vi è una sola eccezione “Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità di organi elettivi e di componenti nelle giunte degli enti locali” che viene accorpato con altri 18 disegni di leggi e diventa legge regionale n.6 5aprile del 2011…solo che il testo di Gennuso letteralmente scompare.

Come come  co-firmatario spicca invece l’appoggio del ddl “Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e sociale svolta dagli oratori, dagli istituti cattolici e dagli enti di culto riconosciuti dallo Stato” che all’articolo 4 comma 1 prevedeva una spesa di bilancio iniziale di 900 mila euro. Il ddl viene respinto dall’aula il 21 dicembre 2011 con voto a scrutinio segreto richiesto da Musotto, Arena, Barbagallo, Calanducci, Cimimo, Cracolici, Cristaudo, Gentile, Greco, Incardona, Marziano, Minardo, Panarello e Panepinto.

Giuseppe Gennuso è anche componente del Consiglio di Presidenza. Nel 2009 ha trascorso fuori dalla Sicilia 122 giorni in missione, ovvero oltre i 3 quarti delle giornate lavorative all’ARS. Inchiodato da queste cifre, Gennuso si è difeso così: “Non vorrei che si pensasse male, dietro ogni viaggio c’è una seria ragione istituzionale. Da un ufficio pubblico all’altro, nell’interesse del mio territorio: è pure faticoso…”.

Last but not least Vincenzo Vinciullo. La strategia del deputato è chiara. Puntare sui grandi numeri, presentando una miriade di disegni di legge, molti dei quali di appena 1 o 2 articoli. Vinciullo presenta infatti come primo firmatario 45 disegni di legge, 531 interrogazioni , 0 interpellanze, 7 mozioni e 68 odg. Dei 45 disegni di legge presentati come primo firmatario praticamente solo i cinque “spariggi” (dispari)diventano legge.

Tra i disegni di legge più bizzarri come primo firmatario vi è quello presentato il 3 giugno 2011 ed intitolato “Modifiche allo Statuto della Regione relative alla denominazione dell’assemblea”. Mezzo chilometro di testo di presentazione che precede un unico articolo:

“Nello Statuto della Regione le  parole Assemblea regionale' o Assemblea', ovunque  ricorrano,  sono sostituite da Parlamento regionale siciliano'”.

Stop. Il disegno di legge è tutto qui! Non passa ovviamente l’approvazione della commissione Affari Istituzionali.

Il 15 dicembre 2008, forse preso dal clima natalizio, anche il deputato Vinciullo presenta il suo bel disegno di legge per valorizzare la funzione sociale ed educativa svolta dagli oratori e dagli enti religiosi. Questa volta però la spesa iniziale previsa solo per il primo anno è di 1 milione e mezzo di euro. Non passa nemmeno questo ddl.

Un altro ddl “Stabilizzazione del personale precario della Regione e norme per il contenimento della spesa.” viene accorpato con altri 2, solo che il testo considerato base è di Lombardo quindi del testo di Vinciullo, nella legge definitiva, rimane poco o nulla.

Sorte pressoché simile anche per il ddl “Insegnamento della storia e della letteratura siciliana nelle scuole della Regione” che viene anch’esso accorpato con un altro ddl. In questo caso viene recepito parte del testo presentato da Vinciullo.

Altro disegno di legge curioso, presentato nel 2011 da Vinciullo sempre come primo firmatario, è Norme in materia  di contrasto all’obesità infantile e giovanile che all’articolo 2 comma 1 recita:

Nelle scuole di ogni ordine e grado ubicate nel territorio della Regione, allo scopo di contrastare la crescente obesità infantile è autorizzata la somministrazione, presso i distributori automatici, di spremute di arance fresche, confezioni di frutta fresca tagliata ed altre produzioni ortofrutticole siciliane”.

Al comma 2 si vietava la somministrazione di bevande gasate di ogni tipo tramite i distributori automatici.  Alle commissioni Cultura, Formazione, Lavoro e Servizi Sociali/Sanitari sgranano gli occhi quando vedono arrivare questo ddl che viene praticamente ignorato.

Questa fissa dei distributori automatici di spremute d’arancia fresche ha tra l’altro una incredibile somiglianza con un fatto che noi stessi abbiamo potuto appurare con i nostri occhi. Probabilmente non c’entrerà nulla, ma in Tribunale sono stati disposti da tempo 2 distributori ancora impacchettati con l’immagine dell’arancia stampata sopra e che verosimilmente dovrebbero servire proprio ad erogare succhi d’arancia. Questi distributori non sono mai entrati in funzione e stanno lì per sopramobile (c’è chi dice che siano in quello stato da 2 anni o più). Guardate la foto sotto:

Tra gli altri disegni di legge appoggiati da Vinciullo si annoverano come primo firmatario “Autorizzazione alla bruciatura di paglia, sfalci e potature nelle attività agricole in Sicilia”, mentre come secondo firmatario

Riconoscimento della dieta mediterranea quale modello di sviluppo sostenibile e di valorizzazione del patrimonio immateriale e materiale del territorio siciliano”.

Oppure:

Norme per l’istituzione dell’albo regionale dei direttori musicali”.

O ancora:

Interventi a favore della diffusione della musica classica”.

Forse però, ogni tanto, un po’ di sano rock & roll non guasterebbe!
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Tutte le informazioni riportate nel presente video sono di pubblico dominio e possono essere verificate dal sito della Regione Sicilia (la fonte è quella). Vi invitiamo ad appurare quanto detto in prima persona. Ecco i link:

Mario Bonomo

Giambattista Bufardeci

Bruno Marziano

Giuseppe Gennuso

Vincenzo Vinciullo

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