Dopo lo scandalo “Veleni in Procura” il Palazzo di giustizia di Siracusa “Bancomat Clientelare”?

Sono 70 gli ausiliari assunti nel corso degli anni senza concorso e senza un iter che garantisca l’imparzialità dell’assunzione; una condizione che rende il Palazzo Di Giustizia di Siracusa un caso probabilmente unico in tutta Italia.

Li chiamavano “articolisti” perché la loro avventura cominciò grazie all’articolo 23 della Finanziaria dello Stato del 1988. Erano giovani che beneficiavano di una misura volta a contrastare la disoccupazione giovanile nel mezzogiorno. In pratica il ministero del Lavoro finanziava nel Sud d’Italia iniziative di “pubblica utilità” impiegando a tempo parziale i giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni. Le iniziative venivano promosse da imprese e cooperative mentre la selezione delle proposte da finanziare veniva portata avanti dagli enti territoriali e quindi l’iter dei progetti veniva orientato dai politici locali che si fecero venire le idee più originali per creare bacini clientelari: vigilanza dei cirnechi dell’Etna, censimento delle fontanelle, etc..

I progetti per sostenere l’occupazione nel mezzogiorno si chiusero dopo 3 anni. Solo in Sicilia (ovviamente) questo non avvenne e l’Ars continuò a prorogare annualmente il sistema delle cooperative di “utilità collettiva”, rinnovando per lustri i contratti ai giovani precari che di volta in volta andavano moltiplicandosi. Dai 12 mila iniziali giunsero a diventare un esercito di quasi 40 mila unità che assieme ai relativi parenti ed amici rappresentarono un ottimo bacino di voti da sfruttare in tempo di elezioni. Oggi, in prossimità delle tornate elettorali regionali, la storia starebbe ripetendosi per l’ennesima volta.

FOCUS SU SIRACUSA

Alla fine degli anni 80 anche a Siracusa vennero utilizzate numerose cooperative per sfruttare i benefici dell’articolo 23 ed i ragazzi disoccupati vennero “distribuiti” in gruppi nei vari enti presenti nel territorio: chi alla Provincia, chi in Comune, chi nelle segreterie delle scuole, chi nelle aziende sanitarie o ancora al cimitero, etc… Ciascuno di questi gruppi aveva un referente politico ben preciso al quale rivolgersi in caso di problemi. Anche in terra aretusea, come accadde nel resto della Sicilia, i loro contratti vennero prorogati di anno in anno fino alla seconda metà degli anni 90.

Nel 1997 il Tribunale di Siracusa viene trasferito in viale Santa Panagia e qualcuno comincia a pensare di piazzare qualche precario in più anche lì. L’episodio dal quale sembra avere inizio la storia che porterà oggi a vedere impiegati 70 ausiliari in Tribunale (nemmeno nel distretto di Corte D’appello di Milano e Brescia che servono il bacino d’utenza più grande d’Italia) pare essere il seguente: in quegli anni Primo Dirigente del Tribunale era il Dr. Renato Mangiafico, molto vicino politicamente al sindaco pro tempore Prof. Marco Fatuzzo, mentre nei ranghi della dirigenza del tribunale figurava il Direttore di Sezione Pippo Artale, assai noto più per essere consigliere comunale (Democrazia Cristiana) che per i suoi incarichi professionali al Palazzo Di Giustizia. Tra le prime a beneficiare del nuovo status di lavoratore giudiziario stipendiato dalla regione Sicilia senza concorso (ed alla faccia dell’imparzialità) è stata la moglie di Maurizio Scollo (al tempo presidente Sogeas nonché anch’egli esponente democristiano definito “rampante” da alcuni giornalisti dell’epoca). Il fratello di Scollo lavorava in tribunale e pare avesse ottimi rapporti con Artale. Il precedente, che poi verrà ripreso per fare arrivare a frotte decine di altri precari nel palazzo Di Giustizia di Siracusa, sembrerebbe essere stato creato proprio da questo episodio chiave.

Nel frattempo a Siracusa sta per tramontare l’era politica dei vari Foti, Nicita & Company e sulla scena si affacciano le nuove leve (Vinciullo, Bufardeci, Prestigiacomo, Granata, Centaro, etc…). A questo punto pare che qualcuno dei nuovi rampolli della politica cominciasse a fare pressioni su chi aveva potere decisionale al Palazzo Di Giustizia, per  attrarre personale all’interno della pretura, del tribunale e della procura. Non sappiamo se sia vero o meno. Fatto sta che si arriva velocemente alla condizione di saturazione attuale con le oltre 70 unità impiegate attualmente. Come già detto, all’inizio questo esercito di precari viene stipendiato direttamente dalla regione Sicilia con rinnovi contrattuali annuali. Nel 2000 arriva però per loro un contratto a tempo determinato direttamente dal Ministero della Giustizia. Tra il 2006 ed il 2008 vengono infine assunti tutti quanti con il gradino più basso: quello di ausiliari, non senza mugugni per le illegittime aspettative di progressione professionale alimentate nel corso degli anni.

Dove sta il punto quindi? Non si vuole affatto criminalizzare queste persone. Il problema piuttosto è che si è proceduto alle assunzioni pensando che in questo modo, con un colpo di pezza, si potessero risolvere i disastri commessi in passato. Ma in realtà non possiamo sapere se qualcun altro avrebbe meritato quei posti di ausiliario o quali assetti si sarebbero venuti a determinare se si fosse svolto un regolare concorso pubblico aperto a tutti, cosa che non è avvenuta, che non avviene e che probabilmente non avverrà per moltissimi anni a venire. Infatti la presenza di un numero così cospicuo di ausiliari sta precludendo a molte generazioni di siracusani la possibilità di aspirare a lavorare nel Tribunale di Siracusa attraverso criteri d’imparzialità, adottando metodi meritocratici, pur avendo le capacità e le carte in tavola per poter anelare ad un ruolo di questo tipo o comunque fare carriera all’interno di questa struttura.

Probabilmente la possibile soluzione al problema consisterebbe nello “spalmare” gli ausiliari attualmente presenti al palazzo Di Giustizia Di Siracusa tra gli uffici giudiziari del territorio che sono in forte sofferenza di personale, dando così respiro e liberando dei posti che potrebbero essere legittimamente assegnati con un concorso. Ma dai racconti pervenutici, quella degli ausiliari sembra quasi una casta di intoccabili protetta dall’alto da qualcuno. Un bacino elettorale che fa gola e che pertanto va protetto ed accudito!

In passato sono stati segnalati, ad esempio, casi di dirigenti (probabilmente sotto scacco politico) che si ergevano a paladini degli ausiliari ex articolisti, i quali non potevano nemmeno esseri ripresi verbalmente nonostante stessero svolgendo le loro mansioni in maniera errata. Coloro che osavano contravvenire ai dettami dirigenziali venivano a loro volta richiamati all’ordine dai piani alti ed “invitati” ad essere “meno duri”.

Da fonti sindacali si è appreso inoltre che molti anni fa al Ministero di Grazia e Giustizia venne puntigliosamente descritta la situazione paradossale che si era venuta a creare nel Tribunale di Siracusa. Esisterebbe infatti una lettera inviata a Roma dove si chiedeva una presa di posizione da parte del Ministero stesso, perché si riteneva che quanto stesse accadendo a Siracusa fosse al di fuori di ogni logica regionale e nazionale. A questa missiva, però, non sopraggiunse mai alcuna risposta.

LE VOCI ED I RISCONTRI

Ci sono molte voci e molte storie che ruotano attorno alle possibili assunzioni clientelari che si sono consumate negli anni al Palazzo Di Giustizia di Siracusa. Alcune di queste sono davvero inquietanti. Qualcuno affermerebbe infatti che nelle fasi iniziali della vicenda e per un certo periodo di tempo, le assunzioni di ex articolisti, venissero pilotate in cambio di favori di “non meglio identificata specie” o per fomentare “giri di sconosciuti fini”.

Ovviamente non siamo in grado di confermare o confutare queste dicerie, tuttavia un dato oggettivo va riportato: dei 70 ausiliari assunti nel corso degli anni al Tribunale di Siracusa, oltre 50 sono donne e poco più di una dozzina gli uomini. Inizialmente pare si assumessero SOLO donne e sebbene siano passati moltissimi anni dall’inizio della vicenda, si tratterebbe di belle donne alle quali la dirigenza amministrativa pare fosse sempre accondiscendente nella scelta e negli spostamenti all’interno delle varie sezioni del tribunale, dove aggradava più prestare servizio. Sicuramente in gioventù (ricordiamoci che gli articolisti per legge dovevano avere tra i 18 ed i 29 anni) potevano essere considerate oggettivamente piacenti.

Un’altra voce inquietante che ci è stata riferita confermerebbe quanto anche gli autori del libro “La Zavorra” affermano tra le loro pagine, ovvero che coloro che sono stati assunti con i benefici dell’articolo 23 sono stati utilizzati nel tempo per acquisire una “pletora” di voti (insomma il voto in cambio di un posto di lavoro) e Siracusa non sarebbe da meno. Pare infatti che per questa tornata elettorale, qualche politico locale abbia ben pensato di mettere alla prova la “fedeltà al voto” degli ausiliari assunti in Tribunale, forse in cambio della permanenza nell’attuale luogo di lavoro, visto che in un qualsiasi altro contesto normale queste persone in esubero sarebbero dovute essere state trasferite in altre sedi dove vi sono ataviche carenze di personale.

In effetti nelle liste di Grande Sud è presente un candidato di sesso femminile (ex articolista ed oggi ausiliaria) che opererebbe presumibilmente presso la Procura Della Repubblica, un ruolo assolutamente strategico se si pensa all’infinità di dati sensibilissimi con cui si viene a contatto e che potrebbero essere usati nel peggiore dei modi, dipende da chi ne può venire a conoscenza oltre agli addetti ai lavori. Non che ciò possa rappresentare una prova schiacciante che dimostri la necessità di qualche politico di controllare la “fedeltà al voto” del bacino degli ex-articolisti ed oggi ausiliari, ma quello che riportiamo (ovvero la candidatura di tale persona) è comunque un dato di fatto.

Infine (e se ciò fosse confermato sarebbe di una gravità assoluta) c’è chi afferma addirittura, girando per le varie stanze del tribunale, di aver sorpreso gente al telefono che riferiva al proprio interlocutore di rispondere solamente agli ordini del politico di turno che l’aveva piazzato/a lì dentro. Un esempio è dato dal fatto che un soggetto di sesso femminile ex articolista, in servizio a tutt’oggi negli uffici giudiziari aretusei, si trova imputata (udienza fissata per il prossimo 23 novembre 2012 dinanzi al Tribunale di Siracusa) per rivelazioni di importanti segreti d’ufficio nel corso delle indagini.

CONCLUSIONI

Noi tutti ci indigniamo quando veniamo a sapere che c’è chi occupa certe posizioni grazie alle raccomandazioni, senza fare concorsi, schiavi di ricatti politici. Vorremmo un paese migliore perché abbiamo il figlio che non lavora, perché qualcuno a noi caro è dovuto emigrare per vedersi riconosciuto un minimo di dignità, perché siamo stanchi di cercare l’amico politico di turno anche solo per ottenere un’autorizzazione o una certificazione per la nostra attività commerciale in tempi decenti. Queste elezioni saranno un’occasione fondamentale per dimostrare che la Sicilia e la nostra città vogliono voltare pagina. Forse sarebbe l’ora di cambiare registro e mentalità, ma l’ultima parola spetta sempre agli elettori. Il 28 ottobre votate chi volete, ma votate con coscienza.

This Post Has 21 Comments

  1. vincenza scrive:

    Sicuramente questa gente lavora e tanto. Sicuramente questa gente non più giovane ma madre di figli non può andare a vivere in val d’aosta o a milano con 1.100,00 euro al mese.
    Sicuramente le DONNE non hanno fatto le troie,
    . Sicuramente dopo anni di lavoro non potevano andare a casa cancellati con un colpo di spugna.
    Sicuramente vi suggerisco di occuparvi di altri argomenti come il degrado della nostra città, il degrado della zona industriale, il degrado morale e quant’altro. Non sicuramente del pane che queste persone danno ai loro figli.
    Grazie

    • Redazione scrive:

      Signora Vincenza,
      Se ci lamentiamo che non si fanno mai concorsi e se è vero che molti in giro paventano il rischio di clientele all’interno di centri e strutture strategiche, quello che abbiamo raccontato è allora un caso che non poteva passare inosservato. Su una cosa le diamo ragione. Quello che è fatto oramai è fatto. La soluzione? Potrebbe essere quella che forniamo nel pezzo: spostare gli ausiliari dove vi sono forti carenze di personal, altre procure, distretti (es. Catania) e permettere finalmente che a Siracusa si facciano concorsi aperti al pubblico.
      Saluti.

  2. Milena Mangiafico scrive:

    Cari esponenti del Movimento 5 Stelle,
    complimenti. Con una sola lettera avete fallito non solo come giornalisti (o presunti tali), ma anche e soprattutto come cittadini.
    Dove voi pensate di scrivere segreti inconfessabili, io leggo solo fango. Il vostro intervento è un tripudio di “sembrerebbe”, “avrebbero detto”, “ci sarebbe una lettera”, usati per nascondere il fatto che tutto quello che scrivete è un confuso miscuglio di voci di corridoio e dati parziali: in altre parole, puro gossip. Credete sia un mistero l’amicizia tra mio padre e Marco Fatuzzo? Forse è giusto che io vi aggiorni: è stato ed è ancora suo amico, ma è stato anche assessore nella sua giunta (con delega ai servizi demografici, cimiteriali, decentramento amministrativo, contenzioso e patrimonio, per ben 3 anni!). Non solo non è un dato da nascondere, ma è anzi qualcosa di cui Renato Mangiafico va fiero ancora oggi.
    D’altra parte questo è solo uno dei clamorosi errori in cui incorrete. Controllare le notizie (dovere minimo di chiunque faccia informazione) avrebbe significato vedere le proprie accuse cadere l’una dopo l’altra; raccogliere pettegolezzi e riportarli pubblicamente, senza controllare la veridicità dei contenuti, non solo è eticamente scorretto, ma nuoce ai soggetti erroneamente indicati, dal momento che alimenta il sospetto e il dubbio in chi legge.
    Non potete nascondervi dietro un dito: le notizie così riportate rappresentano un modo di fare politica che fa a pugni con i principi di legalità che dite di professare.
    Dimenticavo. A differenza vostra, io mi firmo.

    Milena Mangiafico

    • Redazione scrive:

      Signora/Signorina Mangiafico. Il suo commento è stato sbloccato. Non c’è nessuna censura da parte nostra. Semplicemente da mesi il nostro sito è sotto attacco di spam e ci tocca bloccare tutti i commenti, leggerli di tanto in tanto (in questo periodo il tempo è davvero poco) e sbloccare quelli che non sono spam. Come può ben vedere qui (http://www.movimento5stellesr.it/?p=539) ciò che diceva l’utente “ladyvendetta” dimostra che non facciamo passare solo i commenti favorevoli. Quanto alle imprecisioni. E’ o no un dato di fatto che in tribunale esistono 70 ausiliari ex-articolisti che non hanno fatto un concorso? E’ o no un dato di fatto che questi sono in esubero? E’ o no un dato di fatto che nel distretto di monza gli ausiliari sono meno di 10 a dispetto del fatto che il bacino d’utenza servito è 3 volte quello di Siracusa?? E’ o no un dato di fatto che una persona che sta nell’ufficio che riceve i reati in ingresso è candidata nelle liste di grande sud e per anni si è fatta portavoce della “battaglia” degli ex-articolisti oggi ausiliari? E’ o no un dato di fatto che qualcuno si ritrova imputata con l’accusa di aver rivelato fatti importanti nel corso delle indagini? E’ o no un dato di fatto che suo padre è stato primo dirigente del Tribunale? Noi le notizie le verifichiamo tutte e questa ne è la dimostrazione.

      P.S. Non reputiamo di aver offeso suo padre. Qualora sostenesse il contrario le chiediamo di indicarci in che modo pensa sia stato offeso. Abbiamo semplicemente riportato un’amicizia da lei stessa confermata nel suo commento.

  3. giorgio bufalino scrive:

    La Vs. ignoranza è abissale: avete mai sentito parlare di stop delle assunzioni da almeno 15 anni e forse più? Sarete schiacciati come tanti pidocchi quali siete e di voi prestissimo non si sentirà più parlare. La politica è una cosa seria e voi che oggi vi ergete a paladini della legalità usate comportamente peggiori dei mafiosi (ricatto ). Un consiglio : non nascondetevi dietro l’anonimato abbiate il coraggio di firmarvi come faccio io.

    • Redazione scrive:

      No. Non abbiamo sentito parlare di stop alle assunzioni da 15 anni. Nel 2008 ce ne furono 1.500 in tutti i tribunali d’Italia, quindi non sappiamo di cosa lei stia parlando. Quanto a ricatti non siamo avvezzi a farne. Se ha elementi che contrastano con questa affermazione saprà certamente a chi rivolgersi.

  4. giorgio bufalino scrive:

    Non vi piace essere messi in difficoltà? Che fine ha fatto il mio intervento con maggiori elementi che dimostra quanto siete in malafede?

  5. giorgio bufalino scrive:

    Santa pazienza.
    Con il primo blocco del turnover (alternanza tra chi va in pensione e nuovi assunti) e con il mancato ricorso alle assunzioni trimestrali, tramite apposite graduatorie, cominciò ad essere difficile gestire le cancellerie per mancanza di personale. Con i successivi governi Berlusconi lo stop al turnover fu totale. Considerato che a quel tempo era possibile fino al quarto livello attingere dalle graduatorie provinciali dei disoccupati (a questo proposito va citata l’assunzione di un congruo numero di autisti poi inquadrati-così come avvenuto per gli ex lsu ed articolisti) un dirigente preparato e onesto come Mangiafico (tribunale) ed il suo collega della procura, avendo la possibilità (per legge) di richiedere personale che in quel momento faceva servizio presso gli enti locali (provincia e comune) e farlo transitare provvisoriamente presso gli uffici giudiziari. Con il passare degli anni il Ministro Fassino stabilì che i 1850 (e non 1500) lavoratori che prestavano la propria opera presso gli uffici giudiziari dovevano essere stabilizzati. Con i vari governi Berlusconi furono prorogati di anno in anno i contratti a questi “padri e madri di famiglia” fino a quando l’ultimo governo di centrosinistra trovò le risorse finanziarie per stabilizzarli.
    Voi odierni Savonarola sostenete che “potrebbero essere spalmati” (a parte il fatto che non sono NUTELLA ma PERSONE ) in tutti gli uffici dove c’è carenza di personale (intanto provate a pensare se qualche sapientone come voi in questo caso dicesse a vostra figlia, sorella o moglie che deve raccogliere “i pupi” e con poco più di 1000 euro andarsene in qualche sperduta landa del nostro paese).
    La carenza assoluta di personale c’è proprio al palazzo di giustizia di Siracusa per effetto dei tantissimi pensionamenti mai rimpiazzati!!
    Allora Voi pretendete di essere la nuova classe politica italiana scrivendo libelli diffamatori. Per me siete uguali a Berlusconi (inventore della macchina del fango) e partite con il piede sbagliato. La Politica è sacrificio, studio, comprensione dei problemi altrui e ogni giudizio va ponderato dalla conoscenza dei fenomeni, dalle leggi vigenti e quant’altro.
    I fenomeni come il vostro se non sono seriamente supportati sono solo meteore che si dissolvono prima dell’impatto con la superficie terrestre.
    Credetemi se come tutti quelli che si approcciano alla politica per un posto di lavoro avete veramente i giorni contati, perchè le persone le potete imbrogliare una o due volte ma poi vi cancellano. (vedi l’esempio del cavaliere)
    Alcuni di voi ho saputo hanno tre lauree ma mi pare che non siano sufficienti se vi imbarcate in operazioni di dubbio gusto (e molto pecoreccie) come l’insinuazione che le belle articoliste sculettavano per i corridoi per ottenere quello che hanno ottenuto ope legis.
    Ora vediamo se questo mio intervento si “perde” di nuovo.

    • Redazione scrive:

      Punto primo: i 1500 a cui ci riferivamo prima erano in risposta al fatto che lei avesse affermato da 15 anni non si facessero assunzioni. La dobbiamo smentire. Fonte Ministero di grazie e Giustizia….dicembre 2008
      “L’assunzione degli interessati, resa possibile dalla recente definizione delle nuove dotazioni organiche, con D.P.C.M. dell’15 dicembre 2008, è avvenuta il 29 dicembre 2008 e riguarda complessivamente n. 1523 persone

      I 1850 a cui lei si riferisce (erano 1675 + 150 articolisti siciliani) riguardavano assunzioni a tempo “determinato”. Dall’estratto di una seduta del 28/6/2000
      deputato MICHIELON;

      “Non riesco a comprendere come sia possibile che il Ministero della giustizia stipuli convenzioni con il Ministro del lavoro – il che è logico – e poi inspiegabilmente vengano inseriti in questo provvedimento 175 «articolisti» della regione Sicilia, che passeranno a carico delle casse dello Stato. […] Lo ripeto: non vogliamo discriminare nessuno, ma in questo caso si aprirebbe un grosso contenzioso e potremmo correre il rischio che in Sicilia scendano in piazza i 31 mila «articolisti» per chiedere di essere retribuiti dallo Stato e non più dalla regione. Ciò è grave, come ho già detto ai colleghi della maggioranza che, tuttavia, non mi hanno mai dato assicurazioni sufficienti. Invito pertanto i colleghi ad approvare il mio emendamento 1.12.”

      La camera deliberò:

      “impegna il Governo

      a garantire che il suddetto ricorso a contratti a tempo determinato presso pubbliche amministrazioni con le suddette 175 unità di personale della regione Sicilia, c.d. «articolisti», costituisca una eccezione ed in alcun modo possa interpretarsi come un precedente legislativo.”

      Diciamo che l’intervento parlamentare fu profetico.

      Lei si rende conto che quei posti potevano essere assegnati dietro regolare concorso? Si rende conto che è stata tagliata ogni possibilità anche alle persone portatrici di handicap (che solitamente hanno precedenza sull’assegnazione dei posti di ausiliario)? E questo discorso dei concorsi riguarda molti altri settori inclusa la sanità. A nostro avviso è un qualcosa che deve finire! E’ lecito domandarsi se queste vicende abbiano portato a sbocchi clientelistici? Oppure è una novità che gli articolisti in tutta la Sicilia sono stati sfruttati dai politici per ingrassare consensi e voti durante le elezioni? D’altronde non lo diciamo mica noi, ma autorevoli giornalisti come Enrico Del Mercato ed Emanuele Lauria.

      Poi lei può rimanere della sua idea. Noi non vogliamo inculcarle nulla. Ci siamo limitati a raccontare una storia che a nostro avviso meritava di essere raccontata. Abbiamo appurato il più possibile le fonti e non crediamo di aver diffamato nessuno.

      Questione landa sperduta: Dato che lei è così informato, è vero o no che la DIA a Catania è in sofferenza di personale?
      Saluti.

  6. giorgio bufalino scrive:

    Ho capito perfettamente: al vostro interno c’è qualcuno che ha ancora sete di vendetta ed allora ogni discorso è inutile perchè avviene con una parte (la vostra) che è sorda ad ogni chiarimento. A posteriori si può fare confusione come voi la fate. Intanto che furono inseriti i siciliani (che peraltro erano molti di più di 175) non capisco cosa ci sia di scandaloso posto che la disoccupazione della sicilia è la più alta del paese, e poi essendo stati assunti a tempo determinato ma con tutte le proroghe non era forse giusto che venissero inquadrati nei ruoli? Quali concorsi si sarebbero dovuti fare se c’era il blocco del turnover? (ma siete di coccio?) I 31000 non centrano un bel niente perchè la procedura riguardava i 1850! Certo si può raccontare tutto, ma senza fare processi sommari, senza fare apparire chissà quali inciuci, senza livore personale derivato da tanti anni di frustrazione inascoltata che ora ha libero sfogo (dietro l’anonimato). Certo tirare fuori una storia vecchia e renderla attuale per motivi politici ha del diabolico magari perchè una ex LSU o articolista si è “liberamente” candidata, ma voi che siete anche candidati avete chiesto il permesso a qualcuno? E se qualcuno va a indagare su fatti vecchi e li accomuna strumentalmente non vi incazzate? La Dia che c’entra come tutti gli uffici giudiziari ha carenza di personale e allora?

    • Redazione scrive:

      Signor Bufalino lei è fuori strada…ma no fuori strada così, tanto per, ma molto molto lontano. Di quale livore sta parlando? Qui siamo tutti ragazzi/e dai 20 ai 32 anni e le persone più grandi fanno i mestieri più disparati e non hanno nessuna attinenza con i fatti del Tribunale. Lei, ci creda, ha preso una cantonata gigantesca. Adesso siamo molto indaffarati per l’organizzazione e l’arrivo di Grillo, ma dopo il 28 la invitiamo personalmente a venire nella nostra sede (se vuole l’avvisiamo quando si terrà la prima riunione utile) così valuterà lei stesso l’assurdità delle affermazioni ed accuse che ha mosso nei nostri confronti. Abbiamo risposto alle sue domande. Potremmo stare qui ore a raccontare perchè i 31mila potevano avere attinenza con i 1850 e tutto il resto. Le vedute differenti quelle sono e quelle rimangono, probabilmente perchè i punti di osservazione della faccenda sono diversi. Abbiamo già detto che quello che è fatto è fatto. Ma all’epoca c’erano altre strade da percorrere per una maggiore trasparenza nella selezione del personale inserito a Palazzo di Giustizia? Si? No? Forse? Boh. Noi queste domande ci siamo posti. E ci creda, non sarà l’unica storia che tratteremo quella del Tribunale. Per quanto riguarda Catania, come vede non esistono distretti con carenza di personale solo in Val d’Aosta o in Brianza (lo afferma lei stesso), ma anche in aree molto vicine a Siracusa. Stia sereno che se vorrà il confronto de visu, lo avrà certamente.
      Saluti.

  7. giorgio bufalino scrive:

    Spiacente ma non mi incontro con persone che si trincerano dietro l’anonimato, salutatemi Grillo e se potete ditegli che dopo tante risate che ci ha fatto fare ora ci fa solo piangere.
    A voi tanti auguri di successo, magari con un tantino meno di presunzione. Alle vostre bellissime età ci si convince che per cambiare bisogna scassare tutto, non è proprio così: è sufficiente salvare le cose buone, non demonizzare chi non la pensa come noi, non trovare il marcio dappertutto, e soprattutto una volta arrivati nei posti di potere non adeguarsi. Badate sembra facile ma è molto complicato e certe volte è per questo voler rimanere onesti che si decide di lasciare tutto.

    • Redazione scrive:

      Questo account viene utilizzato da diverse persone. Per quel che ci riguarda anche lei in questo momento potrebbe nascondersi sotta una falsa identità. Ci incontri di presenza e vedrà che non avremo problemi a farle i nomi e cognomi che tra l’altro girando in rete (es. Facebook) sono già noti.

      Sul fatto di non vedere il marcio (o presunto tale) “ovunque”, ci sforziamo in tutti i modi verificando nei limiti del possibile le fonti (malgrado lei possa pensare il contrario). Poi ci creda, i recenti fatti avvenuti al Palazzo di Giustizia di Siracusa non è che ci infondano così tanta fiducia nella trasparenza di certi rapporti e modi di agire. E qui ci fermiamo. Ci creda: nel momento in cui reputeremo che la normalità nella giustizia in questo angolo di mediterraneo sarà ristabilita, saremo i primi a fare esposti circostanziati, portando testimonianze e quant’altro.

      Ci permetta un’ultima considerazione. Forse se oggi siamo allo sfascio lo dobbiamo sia a chi ha sfruttato certe situazioni che a chi si è lasciato sfruttare. Il tempo di: “io tengo famiglia” è finito. Anche noi la teniamo e bisognerà sbracciarsi a tutti i livelli.

  8. Luigi Giordano scrive:

    Ragazzi, andate avanti così! Siamo stufi di ogni forma di favoritismo.

    Le persone che non vogliono incontrarvi sono quelle che si trincerano dietro l’anonimato!

    E forza Grillo! Io lunedì sarò in piazza con voi!

  9. I lavoratori degli Uffici Giudiziari di Siracusa scrive:

    NON “BANCOMAT CLIENTELARE” MA SOLO BECERO MASCHILISMO E PETTEGOLEZZI……DA CORTILE.
    Che il movimento 5 stelle, la sua redazione o chi comunque ha redatto il comunicato siano emuli del peggiore populismo non ce lo aspettavamo.
    Ne prendiamo atto e ci convinciamo che chi usa questo tipo di propaganda, chi infama gratuitamente l’onorabilità altrui usa metodi fascisti, demagogici e non propone alcunché di costruttivo.
    In una parola è contro il corretto confronto democratico.
    Riteniamo utile riassumere, mediante riferimenti obiettivi, l’iter della vicenda, al fine di fugare rebus e dubbi, che, ad arte, vengono sparsi:
    Nell’anno 1988/89 hanno inizio i progetti di utilità collettiva ex art.23 L. 67/88 che sono attuati c/o Enti Pubblici e Privati e che terminano il 31 dicembre 1995.
    Nell’anno 1996 il personale già utilizzato nei progetti ex art. 23 transita nei progetti LSU ai sensi della Legge Reg.le n°85/95 del 21 dicembre 1995 e svolge attività lavorativa c/o gli Enti Locali Comune e Provincia, e c/o Uffici Regionali.
    Nell’anno 1997/98 sia il Comune, sia la Provincia di Siracusa, in qualità di Enti Utilizzatori, ai sensi della Legge Regionale n°85/95, hanno consentito il distacco di personale dei loro progetti socialmente utili presso gli Uffici Giudiziari di Siracusa, in considerazione della richiesta avanzata dal Tribunale e dalla Procura di Siracusa a causa dei problemi derivanti da carenza di personale dovuti dalla riforma del Giudice Unico. Il predetto personale aumenta progressivamente sempre su richiesta dei predetti Uffici Giudiziari sino al raggiungimento di 65 unità.
    Successivamente viene stipulata una convenzione tra gli Enti Locali, Comune e Provincia, che trasferisce i progetti al Ministero della Giustizia.
    E i sindacati non hanno avuto nulla da eccepire!
    Nell’anno 2000 (Ministro Fassino) la Legge n°242 del 18 agosto autorizza il Ministero della Giustizia a stipulare contratti a tempo determinato, della durata di 18 mesi, con soggetti impegnati in Lavori Socialmente Utili, già attuati presso tutti i Tribunali d’Italia, al fine di garantire l’attuazione della normativa sul giudice unico di I° grado ed è così che vengono stipulati 1850 contratti in tutti i Tribunali e le Procure. Detti contratti vengono poi prorogati di anno in anno fino al 2008.
    Succede che, il personale in servizio presso gli Uffici Giudiziari di Siracusa, stranamente e a differenza degli altri Uffici Giudiziari italiani che hanno inquadrato i lavoratori confermandoli nei diversi servizi sino a quel momento svolti e quindi nelle diverse qualifiche funzionali, è interamente convogliato nell’area A1.
    Nell’anno 2008, il 15 gennaio, nella Gazzetta Ufficiale n°4 viene pubblicato un avviso per la stabilizzazione, non riqualificazione, del personale L.242/2000 (ex LSU) e vengono avviate le procedure di rilevanza pubblica.
    Rispediamo al mittente ogni ombra sulla fedeltà ai propri doveri professionali e sul rispetto delle leggi, non senza sottolineare l’azione da inquisitori ancorché da strapazzo portata avanti.
    Riguardo alla candidata nella lista Grande Sud confermiamo quello che scrive la vostra redazione: per anni si è fatta portavoce della “battaglia” degli ex-articolisti oggi ausiliari. Precisamente sono 25 anni di battaglie per i lavoratori. La candidata, Siciliana, con la sua enorme esperienza potrebbe spiegare lei come si risolvono i problemi di quei precari candidati e sfruttati nelle liste regionali o quei precari che il movimento 5 stelle difende a Firenze!
    Quanto ai presunti “favori o condiscendenze” derivanti dalla condizione femminile, definita “piacente”, è evidente l’origine di una incultura maschilista, che non ci si attendeva essere patrimonio di chi vorrebbe innovare in politica e nella società.
    Vergogna!
    I lavoratori degli Uffici Giudiziari di Siracusa – legge 242/2000

    • Redazione scrive:

      Manca un passaggio. Nel 1995/96 la Regione capisce che la situazione è insostenibile e promuove le cosiddette “borse di autoimpiego”. In pratica veniva data la possibilità di “svincolarsi” sotto pagamento di un contributo di 70 milioni di vecchie lire a quegli articolisti che avessero voluto abbandonare il posto da precario. In tutta la Sicilia accettarono solo in 700 su decine di migliaia.

      Per il resto ci siamo abbondantemente spiegati sopra. Ah, solo un’ultima cosa: della candidatura per le prossime regionali all’interno di un partito politico di una ex-articolista con una possibile spiegazione del perchè ciò sarebbe potuto accadere (motivazione indicata anche nel pezzo) eravamo stati messi al corrente in tempi non sospetti (luglio/agosto scorso). Coincidenza o no, la cosa è accaduta davvero e valeva la pena raccontarla (ci sembrava rilevante sotto il profilo della cronaca). Alla fine l’opinione se la fa sempre il lettore, leggendo anche le vostre repliche che abbiamo senza alcuna esitazione ospitato in questi spazi. Noi comunque non riteniamo di aver pubblicato nulla che non meritasse di essere menzionato perchè nei limiti del possibile, ciò che abbiamo appreso è stato verificato. Anzi abbiamo utilizzato il condizionale anche laddove eravamo certi e questo non per insicurezza dei contenuti da parte nostra. Laddove alcune dichiarazioni ricadevano sotto la categoria delle dicerie, lo abbiamo anche ampiamente scritto ed anticipato nel pezzo, pertanto continuiamo a ritenere di non aver offeso nessuno.

      Quanto alla nostra “cultura maschilista” rimandiamo al mittente le accuse: il nostro gruppo comprende una partecipazione femminile di cui siamo fieri e che esprime le proprie posizioni/idee e partecipa nelle decisioni al pari degli altri aderenti di sesso maschile.

  10. lucas78 scrive:

    Cari lavoratori degli Uffici Giudiziari di Siracusa siete figli di un ricatto politico. Rappresentate la generazione di precari “speciali” che sono stati sistemati senza alcun meccanismo meritocratico. Vi siete svenduti nel corso dei decenni per un becero ricatto politico…alle spalle della Regione!

  11. Anggun scrive:

    E’ storicamente provato che con l’appoggio degli articolisti i politici soliti noti hanno ingrossato i loro consensi elettorali di anno in anno basandosi su promesse o ricatti. Dal comunicato che leggo sopra apprendo che a Siracusa gli ex-articolisti sono delle mosche bianche….

  12. giorgio bufalino scrive:

    Forse non siamo stati sufficientemente chiari: voi non siete una testata giornalistica (seppur di partito o movimento) voi siete un gruppo che fa politica ed utilizza fatti come quello degli ex articolsti per fabbricare fango da offrire ad un’opinione pubblica stanca, lo fate per fare crescere l’antipolitica e la disaffezione verso la politica vera (anche quella poca con p maiuscola). Se foste giornalisti avreste una testata autorizzata presso “il palazzo dei veleni” (come prescrive la legge) con un editore ed un direttore responsabile. Invece voi sparate nel mucchio tanto siete sicuri di farla franca. probabilmente sapete che chi ha acquistato il dominio potrebbe farla franca in caso di denuncia anche perchè, a quanto pare, non siete nemmeno registrati come associazione.
    Quindi smettetela di fare i giornalisti siete dei miracolati di una democrazia imperfetta.

  13. […] nostro post sulla vicenda degli ex-articolisti (oggi ausiliari in Tribunale) ha creato un pò di scompiglio. […]

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