Ecco cosa hanno fatto deputati ed ex-deputati siracusani che si ricandidano all’ARS – Puntata 1

In questa puntata:

Roberto De Benedictis: dall’inizio
Nuccio Cappadona: dal minuto 7,20
Pippo Gianni: dal minuto: dal minuto 8,30
Giancarlo Confalone: dal minuto 11,15

TESTO (per chi vuole leggere e non seguire il video per intero)

A volte si rimane sconcertati da come gli elettori si disinteressino completamente dell’attività politica svolta all’interno delle istituzioni dai rappresentanti che hanno votato.

I primi di agosto Roberto De Benedictis convoca in una riunione i fedeli compagni del PD e comunica loro l’intenzione di voler ricandidarsi alle prossime regionali, chiedendo di sostenerlo alle elezioni. I presenti gli rispondono candidamente che sono disposti a farlo, ma prima vogliono capire cosa ha fatto in 4 anni e mezzo come deputato all’Assemblea Regionale Siciliana. Meglio tardi che mai. Dato che i fedeli sostenitori del PD sembrano non conoscere il percorso politico svolto dal loro rappresentante, proviamo a fare noi il quadro della situazione, cercando di estendere la discussione anche al resto dei deputati siracusani, ovviamente per non fare un torto agli elettori degli altri schieramenti!

Roberto De Benedictis, ma questo gli elettori del PD lo sanno bene, appoggia il governo Lombardo. Nella 15esima legislatura (quella interrotta da poco) la sua attività come primo firmatario in quattro anni e mezzo all’Assemblea Regionale Siciliana è la seguente:

  • 4 disegni di legge
  • 0 Interpellanze Parlamentari
  • 1 Mozione
  • 3 Ordini del giorno
  • 34 interrogazioni parlamentari

Dei 4 disegni di legge che presenta come primo firmatario (al ritmo pensate di meno di 1 disegno di legge all’anno) 2 si arenano nelle commissioni competenti (affari istituzionali e servizi sociali/sanitari l’uno, attività produttive l’altro che permane così dal 2010). Un terzo disegno di legge del 2010 viene accorpato con quello presentato da Lombardo due anni prima sulla gestione rifiuti e diventa legge regionale n.9 del 2010, ma quello di De Benedictis non viene preso come testo base ed alla fine di suo, nel testo di legge definitivo, rimane poco o nulla.

L’ultimo disegno di legge presentato sempre nel 2010 ed intitolato “Norme per le strutture residenziali destinate all’assistenza dei soggetti fragili”, viene accorpato con altri 2 disegni di legge e dopo essere stato votato praticamente all’unanimità, viene salutato dai sostenitori come “legge salva pazienti”. I detrattori invece la chiamano “legge salva strutture” ed ecco il perché:

Per anni diverse strutture in Sicilia  hanno continuato a fornire prestazioni sanitarie pagate dal Servizio Sanitario Regionale senza essere in regola ovvero senza essere in possesso dei requisiti di legge richiesti per farlo. Dopo aver impugnato i decreti di revoca degli accreditamenti concessi anni addietro dalla Regione e dover aver visto rigettate le loro domande, queste strutture sanitarie si trovavano di fronte allo spauracchio della chiusura. La legge approvata all’ARS riapriva invece le maglie e salvava le strutture sanitarie non in regola.

Nel corso dell’attuale legislatura, il deputato De Benedictis si distingue inoltre per il suo sostegno come cofirmatario di disegni di legge (tra gli altri) del calibro di:

Istituzione e disciplina delle ludoteche” che materialmente forniva la definizione di ludoteca, ne normava l’ubicazione e le caratteristiche come ad esempio veniva citato all’articolo 4 comma 2:

in ogni ludoteca presta servizio un numero di ludotecari adeguato alle dimensioni della stessa, agli orari di apertura, all’età degli utenti, alle attività previste dai programmi, con un limite minimo di 2 ludotecari

….se ne sentiva proprio il bisogno di questo ddl.

Altro disegno di legge appoggiato come cofirmatario da De Benedictis è stato “disposizioni in materia di cremazione delle salme e di conservazione, affidamento e/o dispersione delle ceneri” che di fatto diventa legge regionale e che dettava le regole su come le ceneri del compianto dovevano essere disperse, dove dovevano essere disperse e chi doveva prendere in consegna l’urna cineraria. Senza questa legge si rischiava che le ceneri potessero essere gettate nel water…

O ancora “Misure a sostegno dei mura a siccu del Valdinoto” che prevedeva il finanziamento completo (quindi al 100%)  della Regione alle aziende agricole o ad altri soggetti riconosciuti meritevoli che avessero voluto ripristinare i muretti a secco in Val Di Noto nella misura minima di 200 metri lineari. Cioè chi faceva il muretto si vedeva rimborsato fino a un massimo di 70 euro al metro cubo, un modo come un altro per garantire sviluppo in terra siciliana. I maligni vociferano che a beneficiare per primo di questa legge potesse essere la famiglia De Benedictis alla quale è riconducibile un agriturismo, indovinate dove, proprio in Val di Noto (NDR. la moglie del deputato sta nel consiglio di amministrazione di questa struttura assieme ad altri 2 parenti, presumibilmente suoi fratelli.). C’è anche chi è pronto a giurare che questa struttura sia circondata da diversi mura a secco. Il ddl ha ricevuto parere favorevole in commissione ma poi non se ne è saputo più niente.

Altri disegni di legge appoggiati come co firmatario da De Benedictis sono stati “Norme per le attività fisiche e motorie finalizzate al miglioramento della qualità della vita e del benessere” e “Interventi per la promozione dell’integrazione europea ed euromediterranea

Con questo non si vuole dire che si tratti di temi non importanti, ma certamente secondari rispetto alla ripubblicizzazione dell’acqua (il cui disegno di legge che giace alla regione da eoni), alla riforma degli enti di formazione (che brucia centinaia di milioni di euro all’anno e che vede i partiti con le mani ben invischiate nella marmellata…ma di questo riferiremo in futuro) all’abolizione dei privilegi come i sussidi per lutto, l’agevolazione sui mutui al 2%, il rimborso per l’aggiornamento politico-culturale o i tagli retributivi (ricordiamo che mediamente in busta paga un deputato si ritrova tra i 15 ed i 21 mila euro al mese). (NDR: sussidi per lutto e rimborso per aggiornamento politico culturale sono stati aboliti dal consiglio di Presidenza dell’ARS nel 2011, “appena” due anni dopo che il caso balzò agli onori della cronaca).

Nella precedente legislatura (quella che va dal 2006 al 2008) il deputato De Benedictis riesce addirittura a presentare 0 disegni di legge, 0 interpellanze parlamentari, 0 mozioni, 3 ordini del giorno e 15 interrogazioni parlamentari. Nella tredicesima legislatura (dal 2001 al 2006) i disegni di legge presentati furono 4, il massimo che è riuscito a fare (4 anche nella legislatura corrente). Nel 2010 (quindicesima legislatura) presenta però lo stesso disegno di legge che aveva presentato due legislature prima, nel 2005: “Norme per la pianificazione delle grandi strutture di vendita in Sicilia” che viene puntualmente ignorato dalla commissione competente, così come accaduto in passato. Nemmeno la fatica di presentarlo con parole diverse perché il testo è praticamente lo stesso di quello di 5 anni prima!

Tirando le somme il deputato Roberto De Benedictis presenta come primo firmatario 7 disegni di legge in 12 anni all’ARS. Forse sarebbe il caso di non ripetere più questa esperienza ma ovviamente l’ultima parola spetta sempre agli elettori.

Peggio di così uno pensa non si potrebbe fare. In realtà non bisogna mai dare limite alla provvidenza perché lo stacanovista assoluto alla regione si chiama Nuccio Cappadona. Il deputato subentra nel 2011 a Pippo Gianni (che lascia per andare in Parlamento e di cui riferiremo tra poco) e presenta come primo firmatario 0 disegni di legge, 0 mozioni e 0 interpellanze parlamentari,1 ordine del giorno ed 1 interrogazione parlamentare, .

Uno dice, va bè poverino, è quello che è riuscito a fare in 18 mesi, ma nella legislatura precedente che dura 2 anni, quindi 6 mesi in più, riesce addirittura a fare peggio come primo firmatario con 0 disegni di legge, 0 interrogazioni parlamentari, 0 interpellanze parlamenti, 0 ordini del giorno ed 1 mozione (dove chiedeva interventi urgenti per la messa in sicurezza della strada statale n. 194 Catania-Ragusa, nel tratto Lentini-Francofonte).

In una recente intervista, rispondendo a chi gli chiedeva con quale simbolo si sarebbe ricandidato, Cappadona affermava che difficilmente sarebbe finito con il PDL perché aveva dimostrato di aver lavorato male. Beh vedendo questi numeri verrebbe da dire che non ha lavorato proprio.

Come dicevamo Cappodona subentra nel febbraio del 2011 a Pippo Gianni, il quale passa alla Camera dei deputati  al posto di Giuseppe Drago (ex presidente della Regione Sicilia negli anni 90) accusato e condannato in cassazione per appropriazione di fondi della presidenza della regione e quindi interdetto dai pubblici uffici. Chi lo poteva sostituire? Ovviamente Gianni! (da fonte wikipedia si apprende che anche Gianni in passato è stato interdetto dai pubblici uffici). A causa di questo passaggio tutti i decreti legge, le mozioni, gli emendamenti e quant’altro proposti all’ARS dal deputato Gianni nella presente legislatura, decadono. Fermo restando che tutta la documentazione è in nostro possesso e probabilmente riferiremo più avanti sui riscontri, per avere intanto un’idea anche solo parziale dell’operato del deputato Gianni possiamo guardare alla legislatura precedente. Dal 2006 al 2008 presenta 6 disegni di legge, all’insostenibile ritmo di 3 disegni di legge all’anno, direbbe qualcuno. In realtà i ddl vengono presentati tutti e 6 nel 2007…negli altri anni il conto è a 0.

Nella precedente legislatura, appunto quella che va dal 2006 al 2008 (quando stava nell’UDC del Governatore Cuffaro), il deputato Pippo Gianni riesce addirittura ad infilare nel titolo di 4 disegni di legge su 6 le parole “beni culturali” mentre nel titolo di un altro ddl inserisce le parole “architettura” ed “arte”, alla faccia della multi-tematicità. L’ultimo disegno di legge rimanente riguardava la tutela delle tradizioni linguistiche e culturali delle popolazioni arberesche (italo-albanesi). Il disegno non passa l’approvazione della commissione Bilancio che ne doveva vagliare la copertura finanziaria.

Gianni fu alla regione anche durante l’11esima legislatura (durata dal 1991 al 1996  che lo vide eletto nelle liste della Democrazia Cristiana). Anche in quel caso però non andò oltre i 6 disegni di legge presentati, anche se dobbiamo dire che il periodo fu costernato da diversi guai con la giustizia.

Il 17 dicembre 2007 il deputato Gianni appoggia come secondo firmatario niente meno che un disegno di legge presentato da Antonio Antinoro dell’UDC, intitolato “Disposizioni in materia di incompatibilità dei deputati regionali” che all’articolo 1 recitava: “ La  carica  di deputato regionale è incompatibile  con  la  carica di Presidente della provincia regionale  siciliana e/o di sindaco e assessore nei comuni” solo che nel 2010 Pippo Gianni fa tutto il contrario. Ad un certo punto si trova contemporaneamente deputato alla Regione Sicilia, parlamentare alla Camera ed accetta di diventare assessore al Comune di Siracusa, in barba ad una sentenza della corte costituzionale del marzo 2010 che dichiarava incompatibili le due cariche ed al disegno di legge presentato da Antinoro che 3 anni prima lo stesso Gianni aveva appoggiato all’ARS. Come dire: predicare bene e razzolare male.

Alla fine Gianni opta per la Camera dei Deputati. Nunzio Cappadona come detto gli subentra alla Regione mentre il fedele Giancarlo Confalone lo sostituisce al Comune di Siracusa. Già Confalone, altro noto nome della regione che malgrado 2 legislature (eletto nelle liste di Forza Italia dal 2001 al 2008) non si è ancora stancato di proporre la sua candidatura. Come dire: il nuovo che avanza!

La sua attività all’ARS come primo firmatario è stata praticamente nulla. In 8 anni un solo disegno di legge presentato. 0 sono quelli presentati nel corso della quattordicesima legislatura (2006 – 2008) ed uno solo in quella precedente (dal 2001 al 2006) intitolato: “Interventi in favore di professioni” che in realtà, come il nome potrebbe suggerire, non forniva nessun incentivo allo sviluppo ed all’innovazione delle professioni, bensì intendeva regolare il “riconoscimento pubblico delle associazioni professionali, dei prestatori di attività professionali libere, intellettuali nella Regione Siciliana”. Assegnato per esame alla Commissione Affari Istituzionali, del disegno di legge non se ne sa più nulla.

Nel 2008 Salvatore Fleres di Forza Italia presenta un disegno di legge intitolato  “Iniziative a sostegno del turismo religioso” e Confalone è l’unico in tutto il consiglio regionale ad appoggiarlo. “Iniziative a sostegno” significava fondamentalmente che la Regione avrebbe dovuto concedere, come al solito a pioggia, dei contributi a curie vescovili, enti locali, associazioni culturali religiose, etc.. La riforma avrebbe infatti gravato il primo anno 10 milioni di euro sulle casse regionali, gli altri anni da valutare in base all’approvazione del bilancio. Per fortuna il disegno di legge non passa.

Nel corso del suo mandato l’ex-deputato Confalone appoggia inoltre altri mirabili disegni di legge quali:

  • Riordino delle aziende termali di Acireale e Sciacca
  • Norme per la vendita dei pastigliaggi
  • Norme per l’ottenimento della qualifica e per l’esercizio di maestro di vela” (non è uno scherzo!!!)
  • Istituzione di un seminario ed altre iniziative per la formazione federalista europea in Sicilia

Recentemente l’ex deputato Confalone è stato avvistato su Facebook a sparare qualche bordata delle sue. L’acqua si deve privatizzare secondo lui, in barba al 96% degli italiani che si sono espressi verso la ripubblicizzazione.  Bisogna esternalizzare più servizi possibili in tutti i settori. Qualcuno gli ricorda che gli ATO hanno accumulato un miliardo di debiti proprio a causa delle esternalizzazioni ma questo a lui non interessa: “il mio non è un inno alla privatizzazione” – affermava dopo che avendo fatto confusione tra “acqua come risorsa limitata” ed “acqua come bene pubblico” qualcuno gli suggeriva di andarsi a guardare il ddl sulla ripublicizzazione dell’acqua che giace alla Regione e la cui discussione è sempre stata rimandata di mese in mese, e che chiariva la differenza tra i due termini. Ma lui al momento è un ex-deputato quindi queste cose non le sa ancora ed informarsi nemmeno a parlarne.

IMPORTANTE!

Tutte le informazioni riportate nel presente video sono di pubblico dominio e possono essere verificate dal sito della Regione Sicilia (la fonte è quella). Vi invitiamo ad appurare quanto detto in prima persona. Ecco i link:

Roberto De Benedictis
http://www.ars.sicilia.it/deputati/scheda.jsp?idDeputato=40&idLegis=15

Nuccio Cappadona
http://www.ars.sicilia.it/deputati/scheda.jsp?idDeputato=700&idLegis=15

Giuseppe Gianni
http://www.ars.sicilia.it/deputati/scheda.jsp?idDeputato=711&idLegis=15

Giancarlo Confalone
http://www.ars.sicilia.it/deputati/scheda.jsp?idDeputato=30&idLegis=14

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