Il meccanismo perverso dei rimborsi alle società private che hanno assunto consiglieri comunali a Siracusa (con nomi e cognomi)

Il consiglio comunale a Siracusa si compone di 40 consiglieri. L’esatta metà, cioè 20, svolgono attività di libero professionista (avvocati e quant’altro) o sono assunti in enti pubblici (regione, comune, provincia, etc..) mentre i rimanenti 20 lavorano in società private (alcuni, a dire il vero, sono contemporaneamente liberi professionisti e dipendenti di aziende private).

Ai consiglieri che lavorano in società private, la legge regionale n. 30 del 2000 attribuisce il diritto di assentarsi dal luogo di lavoro per l’intera giornata quando partecipano alle assemblee comunali (consigli, commissioni, etc..). Questa legge, inoltre, assicura alle società private che hanno assunto uno o più consiglieri, il rimborso per le giornate di assenza dei propri dipendenti impegnati nelle assemblee comunali.

In parole povere, l’azienda privata continua a pagare per intero ogni mese lo stipendio al dipendente consigliere, anche per quei giorni in cui non si è recato al lavoro in quanto impegnato a partecipare alle assemblee comunali, perché tanto poi la somma versata gli verrà rimborsata direttamente dal Comune.

Mentre i consiglieri maturano lo stipendio anche se non vanno a lavoro, contemporaneamente, partecipando alle assemblee comunali, vengono retribuiti con un gettone di presenza (doppia entrata quindi). E qui mai nome fu più appropriato, perché basta appunto la semplice presenza per intascarlo. In parole povere, non viene maturato su base oraria o secondo un meccanismo meritocratico: è sufficiente che il consigliere partecipi anche solo un minuto in assemblea per avere diritto, qui a Siracusa, a 65,55 euro.

Oggi però non intendiamo parlare del gettone di presenza, bensì vogliamo concentrarci principalmente sul meccanismo dei rimborsi, perché ci sono alcune considerazioni interessanti da fare ed alcune situazioni che vale la pena portare all’attenzione del cittadino contribuente.

Partiamo da un semplice assioma: più un consigliere si assenta dal posto di lavoro perché partecipa ai consigli comunali, alle conferenze dei capogruppo o alle commissioni consiliari, più sarà alto il rimborso che la società privata che lo ha assunto chiederà al Comune di Siracusa. E più è cospicuo il rimborso, più possiamo affermare che la posizione lavorativa ricoperta da quel consigliere all’interno dell’azienda privata per cui lavora è importante. Sarebbe bello poter incrociare i dati relativi alle ore effettivamente trascorse dai consiglieri nelle assemblee comunali (in particolare nelle commissioni consiliari che al contrario dei consigli non vengono riproposte in TV). Ricordiamo infatti che è sufficiente anche solo 1 minuto per far maturare il diritto al gettone di presenza ed il non obbligo a recarsi sul luogo di lavoro. Purtroppo non possiamo disporre di tali informazioni perché non possono essere rilasciate (e solitamente quando una cosa viene occultata, nasconde sotto sempre qualcosa). Quello che però possiamo fare è prendere i rimborsi versati dal Comune di Siracusa come parametro di riferimento per scoprire, magari, che i consiglieri comunali assunti in aziende private sono (guarda caso) quasi tutti inquadrati contrattualmente con ottimi livelli, percependo nelle rispettive società, stipendi da ruolo dirigenziale o comunque da posizione importante.

E’ interessante notare come, per legge, il rimborso massimo previsto per i consiglieri che lavorano nelle società private, sia pari a 2 terzi dell’indennità del sindaco, ovvero su base mensile, a Siracusa, non possa superare i 3.764,56 euro. In realtà, in alcuni casi, le richieste di rimborso superano questa soglia e chi si occupa delle liquidazioni in Comune deve puntualmente specificare che il pagamento deve essere rivisto secondo le disposizioni di legge. E’ il caso, ad esempio, di Sergio Bonafede (PDL). Nel corso del terzo trimestre 2011, la società per cui lavora (la Magesta SRL) ha chiesto al Comune di Siracusa un rimborso di 15.288,00 euro quando in realtà ne spettavano solamente 11.293,68… ovvero ha richiesto un rimborso di 4.000,00 euro in più rispetto al dovuto. Il caso di Bonafede, sebbene una costante (una richiesta simile è stata avanzata anche nell’ultima nota di rimborso) non è però l’unico. Infatti sono diverse le società private in cui lavorano consiglieri comunali a sforare o raggiungere quasi il tetto massimo rimborsabile.

Per capire meglio il rapporto soglia massima rimborsabile dal Comune di Siracusa (come già detto 3.764,56 euro mensili) contro gli importi a titolo di rimborso effettivamente richiesti, guardate questo video che sommarizza la situazione attuale di tutti i consiglieri comunali assunti in società private (piccola nota a margine: nel video gli importi vengono riportati senza decimali):

Nell’ambito della nostra ricerca, un aspetto che meritava dovuta attenzione era certamente capire da chi fossero stati assunti i consiglieri comunali siracusani. Ad esempio, negli anni passati a Palermo si è scoperto un meccanismo perverso per cui, una volta finite le elezioni e diventati consiglieri, alcuni soggetti si facevano assumere da aziende di parenti o amici. Di comune accordo con essi, dichiaravano poi buste paga con importi elevati o si facevano inquadrare con ruoli dirigenziali, così da poter avanzare al Comune di appartenenza richieste di rimborso importanti. Prima di proseguire oltre va fatta una precisazione: la legge, purtroppo, permette questo tipo di comportamenti. Allo stesso tempo, però, va fatto capire ai nostri politici che la trasparenza è fondamentale, soprattutto quando ci sono in ballo soldi pubblici.

Uno dei casi più eclatanti a livello locale che vale la pena riportare è quello di Giancarlo Garozzo (PD). Consulente del lavoro (quindi libero professionista) risulta assunto allo stesso tempo dalla Geacol SRL, la società che fa capo al Dottor Nicolò Garozzo, suo padre. Non sappiamo quando il consigliere Giancarlo Garozzo sia stato assunto (Ndr. nel 2001 stando ad alcune dichiarazioni rese su Facebook dall’interessato). E’ perlomeno curioso, però, che i rimborsi richiesti dalla Geacol S.R.L. per i giorni di assenza del suo dipendente, siano tra i più elevati, ovvero uguali o di poco inferiori alla soglia massima prevista (i famosi 3.764,56 euro mensili che dicevamo prima).

Altrettanto emblematico è il caso del consigliere Riccardo De Benedictis, anch’egli PD ed in qualità di architetto, libero professionista. Contemporaneamente risulta essere assunto dalla Edilpoint SRL, società che è solita richiedere al Comune di Siracusa un rimborso medio mensile superiore all’importo massimo erogabile (ancora una volta, ricordiamolo, 3.764,56 euro). Aiutandoci con le pagine gialle e con i motori di ricerca su internet, non siamo riusciti a trovare una società chiamata “Edilpoint SRL” nella provincia di Siracusa. In compenso esistono ditte con questo nome a Savona, Treviso, Padova, Modena, Prato, Pistoia, Como, Grosseto, Foggia, Perugia e Vicenza. Quelle più vicine si trovano a Trapani e Gela, a centinaia di chilometri di distanza da Siracusa. Ricordiamoci che i rimborsi si riferiscono ai giorni di assenza sul luogo di lavoro. Quindi, se non partecipasse alle assemblee comunali, il consigliere Riccardo De Benedictis si farebbe ogni giorno centinaia di chilometri con la macchina o con i “mezzi pubblici” per andare a lavorare. Ma quando è stato assunto il consigliere De Benedictis dalla Edilpoint srl? Noi questo non lo sappiamo ancora.

[NOTA Ci è stato segnalato per interposta persona, non dal diretto interessato, che il nome della società non è Edilpoint SRL bensì Edilpont SRL. Ovviamente, avendo ripresto questo nome dalle determine dirigenziali, non appena avremo possibilità, controlleremo se si è trattato di un nostro errore di trascrizione o meno. Nel frattempo una rapida ricerca di questa azienda tra quelle iscritte alla camera di commercio di Siracusa non ha dato esiti positivi. In tutta Italia esistono 6 aziende con il nome EDILPONT, localizzate a Trieste (1 S.R.L. ed 1 S.N.C), Catania (è una società cooperativa non una srl), Milano e Aosta (è una S.A.S). L’unico riscontro del fatto che a Siracusa esista una Edilpont SRL (pagine bianche e pagine gialle non riportano nulla) deriva da un Curriculum di una ragazza trovato su Google che dichiara, tra le sue esperienze lavorative, di aver prestato servizio presso la EDILPONT s.r.l., sita in via Necropoli Grotticelle, 4 Siracusa]. Invitiamo chiunque si sentisse chiamato in causa e volesse riferirci qualcosa (come è stato nel caso del consigliere Garozzo) a farlo attraverso l’indirizzo email segnalazioni@movimento5stellesr.it oppure contattandoci via Facebook o lasciando un commento qui sotto. No messaggi nella bottiglia o telefonate di amici di amici, grazie.

Il quando è una domanda altrettanto importante del chi, perché basta scavare un po’ per scoprire che consiglieri come Giuseppe Leone (PID) e Salvatore Cavarra (FLI), sono stati assunti da società importanti come la Industria Acqua Siracusana Spa (IAS SPA) dopo essere diventati consiglieri (entrambi sono al secondo mandato consecutivo).

Un altro nome che è possibile fare è quello di Piero Maltese (Misto). Le richieste di rimborso al comune di Siracusa da parte della società che lo ha assunto (studio Solerte Sas) partono dal 2009, circa un anno dopo che si è insediato il consiglio comunale eletto nel 2008. Si può congetturare, pertanto, che Maltese sia stato assunto dopo essere diventato consigliere comunale, ma già in soli 2 anni, abbia raggiunto una posizione di lavoro importante a tal punto da spingere lo studio Solerte SaS a richiedere al Comune di Siracusa un rimborso medio mensile di poco al di sotto della soglia massima (circa 3.759,28 euro contro il limite di 3.764,56).

Sicuramente ci saranno altri nomi da tirare fuori, altre cose da scoprire o che potranno essere avvalorate o smentite. Ci riserviamo di fare ulteriori approfondimenti nei prossimi mesi, sperando che un aiuto ci arrivi anche dai cittadini a conoscenza di fatti pertinenti o dalla stampa locale.

Non si può infine non fare una considerazione. Approssimativamente questo meccanismo dei rimborsi costa al Comune di Siracusa almeno 650.000 euro all’anno (il calcolo è spannometrico e si basa su dati parziali), a cui vanno sommati altri 800.000 euro per il pagamento dei gettoni di presenza. Totale: quasi 1,5 milioni di euro all’anno. L’impegno complessivo profuso dai nostri consiglieri non ci sembra però che valga tanto.

La politica dovrebbe essere passione, non denaro…dovrebbe essere fatta per rappresentare tutti, non gli interessi e le tasche di pochi. Noi siamo convinti che in città esistano moltissimi precari o disoccupati (giovani e meno giovani) con competenze specifiche, che abbiano voglia di mettersi in gioco. Alcuni di questi ragazzi si stanno avvicinando al movimento 5 stelle locale (malgrado a Siracusa sia giunto solo di recente) e presto mostreranno i loro volti e le loro idee per alimentare un pubblico dibattito.

Pensate di quanto si potrebbero alleggerire le casse del Comune se alle prossime elezioni si riuscisse a sostenere e far diventare consiglieri comunali quelle persone che scelgono volutamente di fare politica per passione, rinunciando al meccanismo dei rimborsi. In una legislatura si potrebbe arrivare a sanare una buona parte del buco di 6 milioni di euro che il nostro Comune ha accumulato negli anni e cercato di nascondere alla meno peggio nei bilanci.

In compenso, se lo volessero, alcuni nostri consiglieri potrebbero contribuire già da subito ad alleggerire le casse comunali dal loro peso, ma ovviamente pensare di rinunciare a certi privilegi è pura eresia per certuni.

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