Il Meetup 2.0 del M5S Siracusa sui debiti fuori bilancio del Comune di Siracusa: nuove sentenze ma nessuna presa d’atto del consiglio

I debiti fuori bilancio portati in questi giorni in consiglio per la dovuta presa d’atto, sono probabilmente la punta dell’iceberg di un fenomeno ben più esteso.

Chi come noi ha il “brutto” vizio di seguire con una certa costanza i lavori del consiglio comunale, avrà certamente notato come nelle ultime settimane alcuni punti all’ordine del giorno vertessero quasi ossessivamente sul riconoscimento di debiti fuori bilancio. Parliamo di cifre importanti per centinaia di migliaia di euro che sommate tra loro danno risultati a 6 zeri, cifre scaturite da sentenze già esecutive dal 2008 e dal 2010.

La vicenda ha attirato la nostra attenzione fin da subito ed ha catturato ancora di più il nostro interesse quando, una decina di giorni fa, la stampa ed i notiziari online hanno cominciato a parlare di possibile dissesto dei conti del comune e sforamento del patto di stabilità.

A quel punto la domanda che ci siamo posti è stata: se solamente in questi giorni vengono presentati al consiglio (e probabilmente al collegio dei revisori dei conti) per il relativo riconoscimento, debiti risalenti a sentenze esecutive di 4 o 5 anni fa in cui il Comune di Siracusa è stato condannato in solido, dovremmo aspettarcene anche degli altri non ancora emersi e quindi non ancora portati all’attenzione dello stesso consiglio? Detta più sinteticamente, e se questi debiti non fossero che la punta dell’iceberg di un buco ben più ampio?

Per dare una risposta a queste domande, abbiamo quindi pensato di recuperare tutte le sentenze del TAR e del CGA che tra il 2007 ed il 2012 hanno visto il Comune di Siracusa condannato al risarcimento di un qualche danno.

Questi dati sono poi stati incrociati con i punti all’ordine del giorno che sono stati calendarizzati in consiglio comunale tra il 2007 ed il 2013, alla ricerca di una effettiva corrispondenza.

In alcuni casi siamo effettivamente riusciti a trovare tale corrispondenza, ad esempio per le sentenze TAR 1504/2008, TAR 1585/2007, CGA 842/2008, TAR 1278/2007, TAR 1350/2012, CGA 1462/2010 e CGA 1360/2010, da cui si sono originati debiti fuori bilancio attenzionati in consiglio solo recentemente, ovvero nelle sedute dello scorso 18 marzo e 2 aprile (ad eccezione della sentenza TAR 1278/2007 portata all’attenzione del consiglio già in passato nelle sedute di consiglio del 28/12/2008 e del 04/05/2009).

La nostra ricerca ha però portato alla luce altri 6 debiti, scaturiti da altrettante sentenze, per i quali non sembra esistere una corrispondenza con le prese d’atto dei vari debiti fuori bilancio e le relative discussioni che si sono susseguite negli ultimi 5 anni e mezzo in consiglio comunale (dal gennaio 2007 al 2 aprile 2013).

Stiamo parlando all’incirca di altri 5 milioni di euro di scopertura di cui il consiglio comunale, almeno all’apparenza, sconoscerebbe l’esistenza. Ad onor del vero dobbiamo dire che la nostra valutazione economica è approssimativa, in quanto le sentenze da noi analizzate rimandano in alcuni casi alle relazioni dei CTU (non in nostro possesso) in merito alle effettive cifre da risarcire. A tutto ciò si aggiunge la difficoltà nel calcolare l’effettiva incidenza della rivalutazione monetaria e degli interessi legali che comunque vengono maturati fino al soddisfo delle somme dovute. Ovvero, se la sentenza è stata emessa nel 2008 ma il debito viene pagato nel 2013, vanno calcolati ulteriori interessi fino a quando, appunto, l’amministrazione comunale non salda il dovuto.

Questi 5 milioni di euro di debiti potrebbero quindi in realtà essere di più o di meno rispetto a quanto stimato. Per maggiore comprensione riportiamo di seguito una sintesi schematizzata delle sentenze da cui scaturiscono tali debiti:

Come si può notare si tratta di provvedimenti ed espropri che il comune ha svolto in modo errato nei confronti di 2 proprietari terrieri della Pizzuta, avvenuti tra la fine degli anni 80 e la metà abbondante degli anni 2000, attraversando quindi sindaci ed amministrazioni di “colori” diversi.

Ma come è possibile che queste sentenze esecutive non siano mai state portate in consiglio comunale per la dovuta presa d’atto? Oppure le relative somme sono state inserite nel rendiconto finanziario ed approvate silenziosamente dal consiglio? Quest’ultima ipotesi potrebbe reggere per i debiti relativi alle sentenze del 2010 e non alle 3 sentenze esecutive del 2012 sopra riportate, considerato che l’approvazione del rendiconto della gestione 2011 è stata portata a discussione in consiglio solamente lo scorso novembre, mentre quella del 2012 non è ancora nemmeno calendarizzata.

Oppure qualcuno ha tenuto volutamente dentro un cassetto queste sentenze? Se così fosse andrebbero accertate le dovute responsabilità, perché si potrebbe essere in presenza di un atto elusivo del patto di stabilità e forse, alla luce di questi riscontri, i vincoli del patto stesso, che lo scorso 2 aprile sono stati dati per rispettati, non sarebbero più tali.

A tal proposito abbiamo già provveduto ad inviare un nostro dossier con tutti i rilievi emersi al collegio dei revisori dei conti, con l’auspicio che possa tornare utile ai fini dei dovuti accertamenti.

Ovviamente l’entità dei debiti fuori bilancio da noi stimata potrebbe essere ben più consistente, in quanto la nostra ricerca è andata a coprire solamente le sentenze di TAR e CGA nel periodo 2007-2012. Non sappiamo, in realtà, come stiano proseguendo nei vari tribunali le numerose liti che il Comune di Siracusa ha accumulato negli anni.

Ad esempio, nel 2010 il Tribunale di Siracusa ha condannato il Comune di Siracusa al pagamento di 274.456,00 euro a titolo di indennizzo per indebito arricchimento a seguito della stipula di una convenzione risalente al 1955 per la costruzione e la gestione di una centrale del latte (la vicenda è stata tra l’altro attenzionata in passato durante più occasioni dal giornalista Luca Signorelli). Applicando interessi legali, rivalutazione monetaria, etc…. l’ammontare da saldare ha raggiunto una cifra complessiva a 6 zeri. L’annosa e complessa vicenda giudiziaria si trascina da tempo immemore nei tribunali di mezza Sicilia. In appello, la sentenza di primo grado sarebbe stata annullata ma in cassazione, dove la causa è attualmente pendente, il ricorrente pare abbia richiesto adesso un risarcimento di oltre 8,5 milioni di euro.

Altra spada di Damocle è rappresentata dai 6.000.000,00 di euro di debiti nei confronti della fallita SOGEAS per investimenti eseguiti dalla stessa nel periodo 2004 al 2007, debiti che il Comune ha prima riconosciuto con apposita determina dirigenziale del 2010 ma che, pochi mesi dopo, ha invece disconosciuto con un’altra determina che andava ad abrogare la prima.

Insomma, l’immagine finale che ne esce fuori è di un insieme di pentoloni ribollenti pronti ad esplodere in qualsiasi momento. In tutta franchezza vi chiediamo di rispondere a questa domanda: secondo voi, quanti dei nomi che si fanno in questi giorni come candidati alla sindacatura della città (palesemente dichiarati o ancora presunti) avrebbero l’effettivo interesse a scoperchiare definitivamente tutti questi coperchi?

Ma soprattutto, siamo così sicuri che chi, in un modo o nell’altro, ha già ricoperto incarichi politici con le precedenti amministrazioni, pur presentandosi oggi come il nuovo che avanza, non proverà invece a rimettere i coperchi sopra a tutte queste pentole non appena ne avrà l’occasione?

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