Meglio spendere altri soldi sul fallimentare servizio GO-BIKE o puntare alle rastrelliere?

Chiunque si sposti con la bici in città, conosce quanto sia difficile trovare un luogo dove parcheggiarla in modo sicuro. Per evitare il furto (di questi tempi sempre dietro l’angolo) dell’amato mezzo, c’è chi è solito legare la bici con una catena attorno ad un palo e chi ha sperimentato forme di protezione “alternative” ingegnandosi, in mancanza di appigli specifici, a legarla ad una panchina o attorno ad un albero. Le rastrelliere servono proprio ad evitare queste situazioni “fai da te”, ovvero fornire un punto d’appoggio stabile al quale ancorare il proprio mezzo. Qualunque paese civilizzato riconosce l’importanza di avere delle rastrelliere disponibili in diversi punti della città, considerato che, a causa della congiuntura economica, sempre più persone stanno decidendo di spostarsi in bici per andare dal tabaccaio, recarsi sul luogo di lavoro o fare la spesa al supermercato. Basta guardarsi attorno per vedere come molte biciclette siano oggigiorno equipaggiate con un grazioso cestello portaoggetti ed il perché di ciò non è un mistero. A Siracusa sembrava quasi che a qualcuno fosse arrivata l’ispirazione giusta per pronunciarsi su un tema civico come questo.

E’ il 17 febbraio 2012. Il consigliere Pillitteri, durante un consiglio del quartiere Tiche, propone di rimuovere lo stallo GO BIKE in Viale Santa Panagia ed installare delle rastrelliere per biciclette. Dal verbale redatto, si legge che il consigliere Burti plaude alla proposta del collega, affermando che le rastrelliere potrebbero offrire un ottimo servizio agli abitanti del quartiere soprattutto se collocate vicino ai supermercati. Alla fine però il “buon senso” prevale nel cuore di chi rappresenta i cittadini e la votazione si conclude con 1 voto favorevole, 6 contrari e 5 astenuti. La motivazione della bocciatura della proposta ricalca fedelmente le parole proferite dal consigliere Elia ai suoi colleghi durante il dibattimento della stessa, parole che faranno da traino, come vedremo tra poco, alla presa di posizione finale: installare delle rastrelliere per bici equivarrebbe all’ennesimo spreco di soldi pubblici ed all’accettazione passiva del malfunzionamento dei servizi resi dalla Pubblica Amministrazione. Occorre semmai, riferisce Elia, chiedere il ripristino del servizio GO BIKE, integrandolo con rastrelliere per bici. L’allegro gruppetto del PID appoggia il punto di vista del consigliere Elia e la proposta viene così rigettata.

Ora, di grazia, ci si dovrebbe spiegare come mai se si propone di installare delle rastrelliere per bici non va bene perché diventa l’ennesimo spreco di soldi pubblici e di accettazione passiva del malfunzionamento dei servizi resi dalla P.A, mentre se si richiede il ripristino del servizio GO BIKE non si dà questa impressione? Aldilà della finalità che è più o meno la stessa (ovvero favorire la circolazione sostenibile nel territorio) GO BIKE è stato una vera e propria macchina mangia soldi. Stando infatti ad un ottimo articolo apparso lo scorso giugno sul blog di Natura Sicula, il servizio GO BIKE è costato quasi 1,5 milioni di euro di soldi pubblici tra sistemi di videosorveglianza, cicloposteggi, costo delle 150 biciclette a pedalata assistita e dei19 quadricicli pesanti. Ben un terzo di quella somma è stata anticipata dal Comune che ne è finalmente (stando a voci) rientrato in possesso, attraverso i tanti agognati fondi del Ministero dell’ambiente, solo 2 anni dopo. Alla fine il risultato è sotto gli occhi di tutti: le biciclette non sono più disponibili da nessuna parte e da parecchio tempo, anzi giacciono abbandonate in un deposito. La foto ritrae perfettamente la situazione desolante dei blocchi di Santa Panagia ad oggi.

Purtroppo il dato oggettivo è alquanto sconfortante. Il ripristino del servizio GO BIKE, già costato 1 milione e mezzo di euro, richiederebbe la spesa di molti altri soldi pubblici, nelle mani e nella visione organizzativa di questa amministrazione scialacquona. Poniamoci invece una semplice domanda: quanto costa una rastrelliera per bici? Comprata al dettaglio su Internet, una da cinque posti non arriva a costare più di 60 euro. Cifra tutt’altro che esosa. Si può quindi affermare con certezza che con una spesa ben più mediocre degli 1,5 milioni di euro “investiti” per GO BIKE, si potrebbe rendere un servizio vero al cittadino.

Personalmente ritengo che la proposta del consigliere Pillitteri andasse perfezionata, non scartata a priori. Ok, indubbiamente rimuovere gli attuali blocchi GO BIKE a Santa Panagia per installare nuove rastrelliere costerebbe due volte: in un caso per comprare le rastrelliere nuove e nell’altro per pagare lo smantellamento dell’attuale installazione. Perché allora non proporre di riconvertire gli attuali blocchi GO BIKE utilizzandoli come rastrelliere e posizionarne delle nuove in altri punti del quartiere?

Qui nessuno vuole che si faccia come a Lucca, dove il Comune lo scorso novembre ha stanziato 80 mila euro per l’acquisto di rastrelliere a copertura di un totale di 400 posti bici (cifra comunque ben inferiore agli 1,5 milioni di euro spesi per un servizio fallimentare come GO BIKE che prevedeva meno di 200 bici) ma da qualche parte, anche investendo somme inferiori, si dovrà pur cominciare.

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